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Letta al lavoro

Letta è al lavoro.  Si occupa di saldi.

Si è recato in Grecia per vedere di persona come sarà l'Italia nel prossimo futuro.
Ha dichiarato sotto il Partenone: "In autunno presenteremo un importante piano di privatizzazioni".
Lo ha detto con il piglio dello statista. "Sarà un piano largo del quale ho già parlato con le parti sociali e al quale lavoreremo ad agosto e settembre".

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#5giornia5stelle - puntata 26 luglio 2013

Legge sul voto di scambio politico mafioso, la verità sul decreto del fare, il "costruzionismo" del M5S alla Camera in difesa della Costituzione, la questione ILVA, lotta alle delocalizzazioni come l'Indesit nelle Marche, il Muos in Sicilia, IVA-Imu e lavoro. Informatevi dalla fonte.

#5giornia5stelle - puntata 26 luglio 2013

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Firma la petizione per difendere la Costituzione Italiana - L'appello contro un uomo solo al comando

Firma la petizione per difendere la Costituzione Italiana - L'appello contro un uomo solo al comandoAppello ai parlamentari

Ignorando il risultato del referendum popolare del 2006 che bocciò a grande maggioranza la proposta di mettere tutto il potere nelle mani di un “Premier assoluto”, é ripartito un nuovo e ancor più pericoloso tentativo di stravolgere in senso presidenzialista la nostra forma di governo, posponendo a questa la indilazionabile modifica dell’attuale legge elettorale.

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Decreto del Fare, in Aula da oltre un giorno: barricate M5S. Grillo: “Colpo di Stato”

Seduta fiume a Montecitorio per l'approvazione. Si potrebbe andare avanti ancora per una notte. Il M5S: "Andremo avanti se il governo non accetterà di rinviare a settembre il ddl sulle riforme costituzionali". Il leader del Movimento: "Vogliono fare della Costituzione carne da porco". Il governo vuole fare presto: sul piatto anche il ddl sul finanziamento ai partiti

Decreto del Fare, in Aula da oltre un giorno: barricate M5S. Grillo: “Colpo di Stato”

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Colpo di Stato d'agosto

 Il vero obiettivo di questo governo è la distruzione dell'impianto costituzionale per poter cambiare le regole del gioco democratico e assicurare ai partiti il potere e la greppia di Stato.

Colpo di Stato d'agosto

Per cambiare la Costituzione senza impedimenti da parte dell'opposizione in Parlamento e senza il consenso dei cittadini, che ne sono i veri custodi, i partiti vogliono cambiare l'articolo 138, l'architrave.

In seguito, sarà istituita una Bicamerale per rivedere la Costituzione con statisti del calibro di Berlusconi (o dei suoi servi, non fa differenza) e di D'Alema e degli altri caporioni del pdmenoelle. Per questo è nato il governo di larghe intese che di tutto si preoccupa tranne che dei problemi del Paese.

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Le stalle d'Italia

Bisogna ripulire l'Italia come fece Ercole con le stalle di Augia, enormi depositi di letame spazzati via da due fiumi deviati dall'eroe. E' una fatica immane, ma per salvarsi, o almeno limitare i danni, bisogna risanare il Paese, vanno sradicati inciuci, connivenze, diritti acquisiti, rendite di posizione, burocrazia.

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Non chiamatelo ostruzionismo, ma Costruzionismo

Ragazzi, è dura, durissima ma non molliamo. Per amore della Costituzione, per rispetto ai cittadini, i nostri datori di lavoro, e soprattutto per il bene dei nostri figli resteremo in aula tutta la notte. Stiamo facendo ostruzionismo, un ostruzionismo totale.

Non chiamatelo ostruzionismo, ma Costruzionismo

Diranno bugie, il PD le sparerà sempre più grosse, dirà che vogliamo bloccare le riforme, che non vogliamo far approvare provvedimenti importanti. Balle! Vogliono modificare (tutti i partiti del Modello Unico Pdl-Pdmenoelle-SC) l’articolo 138 della Costituzione o comunque derogarlo per poi cambiare la Carta Costituzionale in modo semplice, realizzando i sogni di B., di D’Alema e magari anche di Gelli.

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Salta il tetto allo stipendio dei super manager pubblici. Spunta un "non" che salva i compensi milionari

Si dice che la fortuna sia cieca. A volte però, sembra ci veda benissimo. La dea bendata stavolta ha voluto premiare i manager pubblici che dovranno essere nominati nei prossimi giorni e nei prossimi mesi. Mario Monti, con una norma approvata ad agosto dello scorso anno, aveva stabilito che i capi azienda delle società controllate dallo Stato, non avrebbero potuto guadagnare più del primo presidente della Corte di Cassazione. In pratica un po' meno di 300 mila euro all'anno.

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