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Inps: quasi la metà dei pensionati prende meno di 1.000 euro al mese

Inps: quasi la metà dei pensionati prende meno di 1.000 euro al mese

Relazione sul 2012: il bilancio presenta un rosso di 9 miliardi, pesa l'integrazione di Enpals e Inpdap. Si assottiglia il patrimonio. Autorizzato più di 1 miliardo di ore di cig, +12% sul 2011. La spesa sale al 15,8% del Prodotto

MILANO - Sale la spesa pensionistica in rapporto al Pil e le casse dell'Inps sono gravate dall'incorporazione di Inpdap ed Enpals, che ha genrato il Super-Inps che tratta anche la previdenza dei dipendenti pubblici. Eppure, nonostante gli assegni per chi si è ritirato dal lavoro, sfiorino un peso del 16% del Prodotto interno lordo, quasi la metà degli oltre 15 milioni di pensionati prende meno di 1.000 euro e circa un terzo tra i 500 e i 1.000 euro. Sono alcuni dei principali rilievi che emergo dal rapporto annuale dell'Inps 2012, il primo redatto appunto dopo l'incorporazione di Inpdap ed Enpals.

Il valore degli assegni. Nel dettaglio dei trattamenti pensionistici, il 14% degli individui (2,2 milioni) riceve una o più prestazioni per un importo inferiore ai 500 euro mentre il 31% (4,9 milioni) ottiene pensioni comprese tra 500 e 1.000 euro. Un ulteriore 25% di beneficiari (3,9 milioni) percepisce redditi compresi tra 1.000 e 1.500 euro mensili e il restante 30% (4,7 milioni) riceve pensioni di importo mensile superiore a 1.500 euro. Il reddito pensionistico medio mensile è di 1.269 euro (1.518,57 euro per gli uomini e 1.053,35 euro per le donne). Il 73% dei percettori prende una sola pensione per un valore medio mensile di 1.196 euro (media tra 876 euro per le donne e 1.486 euro per gli uomini); il restante 27% cumula due o più pensioni con un reddito medio di 1.468 euro al mese. L'importo medio mensile delle prestazioni previdenziali Inps è di 881 euro, quello delle pensioni ex Inpdap è di 1.725 euro e quello delle pensioni ex Enpals di 1.175 euro.

Giù le prestazioni. Calano le pensioni di anzianità e vecchiaia (-0,6%) così come quelle di invalidità che registrano una flessione del 6,6%: nel 2012, rispetto al 2011, si osserva una flessione generalizzata del numero delle prestazioni. Le pensioni di vecchiaia e anzianità diminuiscono complessivamente dello 0,6% (-54.432), mentre le invalidità previdenziali e le pensioni ai superstiti scendono rispettivamente del 6,6% (-91.709) e dello 0,5% (-20.180).

Sostegno al reddito. Nel 2012 sono stati erogati 22,7 miliardi di euro per le prestazioni di sostegno al reddito, tra Cassa integrazione guadagni, indennità di disoccupazione e mobilità, per una platea di beneficiari di circa 3,2 milioni. Quanto alla sola cassa, la spesa totale è stata di 6,2 miliardi di euro. Il totale complessivo delle ore autorizzate è stato di circa 1,1 miliardi di ore, in aumento del 12% rispetto al 2011. Sul fronte delle indennità di maternità, degli assegni al nucleo familiare e delle indennità di malattia, sono stati spesi oltre 10,4 miliardi di euro. Estendendo il conteggio al periodo tra il 2009 e il 2012, lo Stato ha erogato tramite l'Inps 80 miliardi di sussidi per cassa integrazione e disoccupazione distribuiti a una platea di circa tremilioni di lavoratori in media ogni anno.

Il capitolo Esodati. Per i 65mila lavoratori esodati, il numero delle pensioni effettivamente liquidate al 10 giugno 2013 ammonta a 11.384. Sull'intera platea dei salvaguardati, hanno finora certificato il diritto 62.000 persone di cui 26.181 lavoratori in mobilità ordinaria, 2.565 lavoratori in mobilità lunga, 17.143 titolari di prestazione straordinaria, 7.960 prosecutori volontari, 1.226 lavoratori pubblici esonerati dal servizio, 87 lavoratori in congedo per assistere figli disabili gravi, 3.888 lavoratori cessati per accordi individuali/collettivi di incentivo all'esodo e 2.950 non classificabili per i quali la certificazione è in corso di definizione o postalizzazione.

Il bilancio in rosso per 9 miliardi. Nel 2012 il saldo della gestione finanziaria è stato negativo per quasi 9 miliardi, dovuti "esclusivamente alla gestione dei dipendenti pubblici ex Inpdap. Quanto alle singole voci, il rosso merge dalla differenza fra 376.896 milioni di euro di entrate e 385.892 milioni di euro di uscite. All’inizio dell’esercizio 2012 l’Inps presentava un avanzo patrimoniale di 41,3 miliardi di euro, mentre l’ex Inpdap aveva un disavanzo di 10,3 miliardi e l’ex Enpals un attivo di 3 miliardi. Il patrimonio netto del nuovo Ente risultava quindi pari a 34 miliardi, per effetto della somma dei due attivi (41,3 e 3 miliardi) e del passivo ex Inpdap (10,3 miliardi). Alla fine dell’esercizio 2012, la situazione patrimoniale del Nuovo Inps ha rilevato un patrimonio netto di 22 miliardi di euro. Per quanto riguarda l’avanzo di amministrazione, nel 2012 è passato dai 60,3 miliardi del solo Inps ai 55,6 miliardi del Super-Inps. Per il presidente, Antonio Mastrapasqua, il rosso "non mette a rischio il sistema". Anche per il ministro del Welfare, Enrico Giovannini, con la "Riforma il sistema è sostenibile sul lungo termine".

La spesa per pensioni. L’Inps eroga ogni mese, fra private e pubbliche, circa 21,1 milioni di pensioni (di natura sia previdenziale sia assistenziale) a più di 15,9 milioni di cittadini, per una spesa complessiva che è stata, nel 2012, di 261,3 miliardi di euro. La spesa pensionistica incide per il 15,8% sul Pil. Di questi, 63,3 miliardi si riferiscono a pensioni ex-Inpdap ed ex-Enpals. Nel 2012 la spesa per le sole pensioni Inps è stata di 198 miliardi di euro (+1,8% rispetto al 2011, quando era stata di 194,5 miliardi). L’incremento del 34,4% nelle uscite per pensioni è imputabile quindi quasi integralmente all’incorporazione degli Enti soppressi.

Fonte: repubblica.it