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Si aggrava lo stato di salute del presidio ospedaliero di Melfi e della sanità lucana

Meme New Angela Comunicato 2018 08 31

Si aggrava lo stato di salute del presidio ospedaliero di Melfi e della sanità lucana. Schiava, oramai, l'intera Regione, di un immobilismoe di un pressapochismo messo in evidenza anche dall’inchiesta “Sanitopoli Lucana” che ha visto l’arresto ed i domiciliari per il governatore Marcello Pittella.

Il personale ridotto all’osso, forse anche al midollo, costretto a turni massacranti, alle volte anche a doppi e tripli turni, con cronica carenza di attrezzatura ed addirittura di divise e camici ospedalieri.

Oramai intollerabile la situazione dell’ospedale di Melfi dove mancano gli infermieri, mancano i radiologi, mancano i tecnici, per fortuna non manca la ferma volontà del personale sanitario che però da solo non può far fronte ad una eccessiva carenza di organico, nonché di organizzazione.

In tutto questo il sindaco, di Melfi, si preoccupa di difendere l’amico ai domiciliari e trascura i suoi doveri di primo cittadino e di prima autorità sanitaria locale. Batte i pugni perché vengano tolti i domiciliari a Pittella ma non si batte con altrettanta foga per tutelare la salute dei suoi cittadini e per garantire ai dipendenti dell’ospedale le giuste tutele.

Noi non dimentichiamo le rassicurazioni, sulla sorte dell'Ospedale di #Melfi, che il presidente Pittella, affiancato dallo stato maggiore della sanità regionale e dal sindaco Valvano, ha fatto ai cittadini lo scorso ottobre. Tutte parole puntualmente disattese.

Una situazione, solo aggravata dall’inchiesta Sanitopoli che ha mostrato come l’interesse per la sanità lucana di chi ha governato questa regione non fosse rivolto alla salute dei cittadini, ma per lo più “a interessi personali atti ad assicurare l’operatività di bacini elettorali, probabilmente in vista delle elezioni previste per il novembre 2018”, per usare le stesse parole contenute nelle motivazioni con cui il Tribunale del Riesame di Potenza ha confermato gli arresti domiciliari per Marcello Pittella.

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