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Come chiedere il rimborso TARI per la quota non dovuta

Come ottenere il rimborso della TARI

Il 20 Novembre 2017 il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la circolare N.1/DF (Prot.41836/2017), ha confermato che le bollette TARI emesse dal circa il 10% dei comuni italiani sono sbagliate. Purtroppo tra questi comuni c’è anche quello di Melfi.

La causa è legata ad un’errata interpretazione del comma 639 della legge 147 del 27 dicembre 2013 che instituiva la TARI. Il Ministero dichiara che “laddove il contribuente riscontri un errato computo della parte variabile effettuato dal comune, lo stesso può richiedere il rimborso del relativo importo, relativamente alle annualità a partire dal 2014, anno in cui la TARI è stata istituita”.

Per questo i Cittadini di Melfi, che riscontrano un errore nella propria bolletta della TARI hanno tutto il diritto di richiedere il rimborso dell’importo non dovuto, non solo per l’ultimo anno, ma anche per i precedenti.

Come capire se la nostra bolletta è tra quelle che presentano errori per i quali va richiesto il rimborso al Comune di Melfi.

Le bollette dove è possibile trovare un errato computo della TARI sono quelle relative alle abitazioni che dispongono di pertinenze quali garage, soffitte, scantinati etc.

La TARI è calcolata sulla base di due quote: quota fissa, calcolata in base ai metri quadri dell’immobile, e quota variabile, che andrebbe calcolata verificando il quantitativo reale di rifiuti prodotto.

Prendete la vostra bolletta e nella seconda pagina, verificate il Calcolo del tributo per ciascuna utenza (esempio riportato in basso). Nella Lista utenze troverete l’elenco completo delle utenze per le quali pagate la tassa sui rifiuti. se è presente solo l’utenza di tipo abitativo non ci sono problemi. Se, invece, vi sono altre utenze, come garage, cantine, mansarde, soffitte verificate nella casella Quota variabile se alla voce Importo trovate un qualsiasi importo superiore a 0,00€, in tal caso è da considerare illegittimo.

Esempio

Come ottenere il rimborso della TARI

Nell’esempio, troviamo un caso nel quale l’errore è verificato.

Come ottenere il rimborso della TARI

La prima riga (1) riguarda l’Utenza di tipo abitativo dove è giusto trovare sia la quota fissa che la quota variabile.

Le altre righe (2) riguarda le pertinenze (garage, soffitte, scantinati, cantine, ecc). In questa sezione, l’importo della quota variabile dovrebbe essere 0,00€ ed invece non è così.

Sono questi importi quelli per cui va richiesto il rimborso.
Nel caso in esame 21,32€ si ripete 3 volte su tutte e tre le pertinenze, per un totale di 63,96€.

Come richiedere il rimborso delle quote TARI non dovute

In base all’art. 1 comma 164 della legge 296/2006 l’unico modo per ottenere il rimborso della TARI è quello di fare ufficiale richiesta.

Utilizzando il Modello di istanza per il rimborso della TARI, scaricabile all’indirizzo https://goo.gl/AfP5sU.

Compilate il modulo allegando copia delle bollette e di un documento di riconoscimento dell’intestatario della bolletta ed inviatelo scegliendo uno dei seguenti metodi:

Entro quale termine si può richiedere il rimborso della TARI?

In base all’art. 1 comma 164 della legge 296/2006 un contribuente può richiedere il rimborso delle somme versate e non dovute entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento. La stessa norma impone inoltre all'ente di effettuare il rimborso entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell'istanza, ma non è da escludere un eventuale silenzio-rifiuto da parte dell'ente.

Cosa fare nel caso l’ente si rifiuti di eseguire il rimborso

Nel caso in cui l’ente esprima un diniego al rimborso, il contribuente ha 60 giorni di tempo per proporre ricorso alla commissione tributaria provinciale territorialmente competente. Nel caso, il Comune non si esprima entro 180 giorni dalla presentazione della richiesta di rimborso (comma 164 legge 296/06), il contribuente deve proporre ricorso entro cinque anni (termine di prescrizione del diritto secondo la giurisprudenza più recente).

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