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TARI, il MEF conferma, le bollette di Melfi sono sbagliate

TARI, il MEF conferma, le bollette di Melfi sono sbagliate

Ecco che anche il MEF, Ministero dell'economia e delle finanze, ha riconosciuto che avevamo ragione! Eppure è una settimana intera che il sindaco Valvano cerva di confutare la nostra denuncia sull'errato metodo adottato per calcolare la Tari.

Nel ribadire che le nostre denunce sono sempre fondate, ora che, anche, il Ministero ci dà ufficialmente ragione, ci aspettiamo che il primo cittadino si scusi, oltre che con noi, per le accuse mosse riguardo alla nostra competenza e ragionevolezza nel voler insistere nel far presente tale situazione, anche e soprattutto, con i cittadini per le informazioni false e tendenziose diffuse in questi giorni.

Sulla circolare del MEF relativa al calcolo della TARI, si legge infatti che "con riferimento alle pertinenze dell'abitazione appare corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica. Un diverso modus operandi da parte dei comuni non troverebbe alcun supporto normativo, dal momento che condurrebbe a sommare tante volte la quota variabile quante sono le pertinenze, moltiplicando immotivatamente il numero degli occupanti dell'utenza domestica e facendo lievitare conseguentemente l'importo della Tari".

Inoltre il Ministero stabilisce che "laddove  il contribuente riscontri un errato computo della parte variabile della TARI effettuato dal Comune o dal soggetto gestore del servizio rifiuti, può chiedere il rimborso del relativo importo relativo alle annualità a partire dal 2014" anno in cui la TARI è entrata in vigore. 

Abbiamo sostenuto sin dal primo momento che le bollette della TARI, a Melfi, sono calcolate in maniera errata perché, come dice chiaramente il MEF, è "corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica".

Purtroppo il Comune di Melfi rientra in quel 10% di comuni italiani che hanno applicato la parte variabile della tassa moltiplicata anche per il numero delle pertinenze. In questo modo si è addivenuti ad importi decisamente più elevati rispetto a quelli che sarebbero derivati applicando la quota variabile una sola volta. 

I cittadini di Melfi, che riscontrano questo errore nelle loro bollette, possono chiedere il rimborso della parte non dovuta a partire dal 2014.

Se il sindaco Valvano si è affidato a un errato metodo, per calcolare la tassa sui rifiuti, ammetta l'errore e proceda con il rimborso.

Siamo stanchi dei suoi continui giochi di parole e della sua perenne tendenza a scaricare le colpe.

Ritengo sarebbe stato più dignitoso e confacente al suo ruolo di primo cittadino, ammettere dal primo momento che c'era un errore e che avrebbe provveduto a trovare una soluzione, invece di rilasciare interviste piene d’inesattezze e velate offese. 

Noi del Movimento 5 Stelle di Melfi saremo in piazza già da questa domenica per aiutare i cittadini a verificare la loro bolletta TARI e spiegare loro come richiedere il rimborso delle quote non dovute.

Ecco che anche il MEF, Ministero dell'economia e delle finanze, ha riconosciuto che avevamo ragione! Eppure è una settimana intera che il sindaco Valvano cerva di confutare la nostra denuncia sull'errato metodo adottato per calcolare la Tari.

Nel ribadire che le nostre denunce sono sempre fondate, ora che, anche, il Ministero ci dà ufficialmente ragione, ci aspettiamo che il primo cittadino si scusi, oltre che con noi, per le accuse mosse riguardo la nostra competenza e ragionevolezza nel voler insistere nel far presente tale situazione, anche e soprattutto, con i cittadini per le informazioni false e tendenziose diffuse in questi giorni.

Sulla circolare del MEF relativa al calcolo della TARI, si legge infatti che "con riferimento alle pertinenze dell'abitazione appare corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica. Un diverso modus operandi da parte dei comuni non troverebbe alcun supporto normativo, dal momento che condurrebbe a sommare tante volte la quota variabile quante sono le pertinenze, moltiplicando immotivatamente il numero degli occupanti dell'utenza domestica e facendo lievitare conseguentemente l'importo della Tari".

Inoltre il Ministero stabilisce che "laddove il contribuente riscontri un errato computo della parte variabile della TARI effettuato dal Comune o dal soggetto gestore del servizio rifiuti, può chiedere il rimborso del relativo importo relativo alle annualità a partire dal 2014" anno in cui la TARI è entrata in vigore.

Abbiamo sostenuto sin dal primo momento che le bollette della TARI, a Melfi, sono calcolate in maniera errata perché, come dice chiaramente il MEF, è "corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica".

Purtroppo il Comune di Melfi rientra in quel 10% di comuni italiani che hanno applicato la parte variabile della tassa moltiplicata anche per il numero delle pertinenze. In questo modo si è addivenuti ad importi decisamente più elevati rispetto a quelli che sarebbero derivati applicando la quota variabile una sola volta.

I cittadini di Melfi, che riscontrano questo errore nelle loro bollette, possono chiedere il rimborso della parte non dovuta a partire dal 2014.

Se il sindaco Valvano si è affidato ad un errato metodo, per calcolare la tassa sui rifiuti, ammetta l'errore e proceda con il rimborso.

Siamo stanchi dei suoi continui giochi di parole e della sua perenne tendenza a scaricare le colpe.

Ritengo sarebbe stato più dignitoso e confacente al suo ruolo di primo cittadino, ammettere dal primo momento che c'era un errore e che avrebbe provveduto a trovare una soluzione, invece di rilasciare interviste piene di inesattezze e velate offese.

Noi del Movimento 5 Stelle di Melfi saremo in piazza già da questa domenica per aiutare i cittadini a verificare la loro bolletta TARI e spiegare loro come richiedere il rimborso delle quote non dovute.

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