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Mega discarica per rifiuti speciali a Melfi con fondi comunitari

Mega discarica per rifiuti speciali a Melfi con fondi comunitari

Un progetto di discarica per rifiuti speciali dal costo di 974.169,26 euro di cui, 464.873 euro finanziati dall’Unione Europea (POR-FERS), 407.495 euro co-finanziati dallo Stato e 101.800 dalla Regione Basilicata con DGR n.1904 del 3/11/2009. La società è la Vulture Ambiente srl, con sede legale a Melfi ma con collegamenti a Matera. Una società, la Vulture Ambiente srl, che sarebbe collegata al business dell’inceneritore Fenice e che avrebbe tra i propri soci la Serinteco srl di Castellano, interessata a realizzare nel 2011 anche una discarica per rifiuti speciali anche a Tito Scalo con altri nomi legati al panorama della rifiutopoli lucana…

In data odierna è stata pubblicata la richiesta VIA/AIA per il "progetto definitivo per la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali con annesso impianto di trattamento da ubicarsi nel comune di Melfi". E’ possibile presentare osservazioni entro 60 giorni, ovvero entro il 13/1/2014.

Mega discarica per rifiuti speciali a Melfi con fondi comunitari

Con decreto del presidente della giunta regionale 7 giugno 2013, n. 153, pubblicato sul BUR Basilicata n. 22 del 1/7/2013 (I parte) ai sensi della L.R. n. 9/84 era stata autorizzata l’esecuzione di perforazioni di sondaggio geognostico sull’area interessata dalla realizzazione di una discarica per rifiuti non pericolosi, sita in agro del Comune di Melfi alla C.da “Leonessa”, finalizzati alla caratterizzazione delle terre e rocce da scavo per la redazione del piano di utilizzo (art. 5 – D.M. 10.08.2012, n. 161) .

La località Leonessa – fa rilevare la OLA- si trova nelle vicinanze dell’area industriale di Melfi, a poca distanza dalla Fiat e dall’inceneritore Fenice con la presenza di falde inquinate ancora da bonificare con un area agricola a San Nicola di Melfi che potrebbe essere già seriamente compromessa.

Le nuove istanze per la realizzazione di nuove discariche in Basilicata alimentano il disastro rifiuti e il tour della monnezza in presenza di bassissime percentuali di raccolta differenziata, aggirando così le normative nazionali che vietano di realizzare nuove discariche e di bonificare quelle esistenti, incrementando inoltre il business privato delle discariche e degli inceneritori con aggravio sulle tasche dei cittadini.

Fonte: olambientalista.it

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